La musica antica è un patrimonio culturale effimero,
affidato alle vibrazioni di voci e delicati strumenti superati dal tempo,
dal gusto, dalla tecnica e dall’oblio, fragile come la carta sulla quale fu scritta,
evanescente come l’inchiostro che sbiadisce e le atmosfere create al suo primo apparire.
Come un volo di farfalla, durò solo il tempo di incontrare nell’aria la sensibilità dell’uomo
e di imprimere nel suo animo e nella memoria segni di sabbia o di fuoco.
E fu l’inizio di un viaggio...
La musica antica è come la luce delle stelle: arriva da cieli diversi e non più attuali,
da profondità lontane nello spazio e nel tempo e reca messaggi sublimati.
E’ un delicato e fragile cristallo, opaco, incrostato dalla vita,
da affidare a mani sapienti che ne ricerchino la struttura geometrica,
l’intima essenza, la ragione del suo nascere, del suo divenire
e del suo esistere fino a restituirci la luce, lo spirito ed il mondo che la generò.
Va ricercata e decifrata, con la competenza e l’intuizione del musicologo e dello storico,
ricostruita con l’intelligente manualità del restauratore che ritrova nella materia
echi di perdute sonorità e riproposta con lo studio appassionato e la sensibilità dell’artista.
Il lavoro dell’Accademia di Musica Antica, nata sull’attività ormai pluridecennale
di TRIACAMUSICALE e dalla creatività del suo direttore artistico Mara Colombo,
mira a riportare nell’alveo delle esperienze attuali i preziosi contenuti culturali
di esperienze artistiche passate con priorità assoluta per la qualità dell’offerta.
Il progetto “Gaudete!” nasce su queste basi, intercettando con attenzione critica
e con interesse aperto ad ogni forma espressiva e comunicativa
contributi ed esperienze capaci di sinergie significative e strutturali.
Rinnova, anche in questa seconda edizione, il riferimento al mondo giovanile
attraverso un rapporto sempre più organico e continuativo con il territorio
ed il mondo della scuola, partecipando ed offrendo nuove occasioni formative
integrate con le programmazioni didattiche.
Conferma Varallo ed il Sacro Monte come luogo
eletto a rappresentare la natura più profonda dei suoi contenuti
e delle sue finalità e come scrigno d’arte
dove esprimersi con mirabili sintonie.
Il Presidente del Festival
Paolo Sitzia
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